Comune di Villa Sant'Antonio

Comune di Villa Sant'AntonioIl paese di Villa S. Antonio (470 abitanti), fondato secondo la tradizione da alcuni boscaioli di Baressa nel 700, si trova nell’antico territorio di Brabaxiana, che ai giorni nostri è chiamato Alta Marmilla.
Il territorio è di natura collinare, oscillante fra i 200 e i 300 m di altitudine, ed è circondato dalle alture del monte Arci (m.812), monte Grighine (m.673) e dall’altopiano della Giara di Gesturi (m.609).
Il territorio comunale confina a nord con Ruinas, a ovest con Mogorella e Usellus, a sud con Albagiara ed Assolo, a est con Senis e Asuni. La popolazione è occupata soprattutto nell’agricoltura e nella pastorizia; mancano del tutto le industrie. Il paese ha cambiato più volte nome: Villa di S. Antonio de Funtana Coberta all’atto della fondazione (avvenuta nel 1720 nei pressi di un pozzo dove venne ritrovata un’immagine di S.Antonio Abate); Villa Nova S. Antonio agli inizi del 1800; S. Antonio Ruinas nel 1863 e infine Villa S. Antonio nel 1985.

 

Da vedere nel Comune di Villa Sant'Antonio

 

Menhir di Curru Tundu del Comune di Villa Sant'Antonio


Menhir di Curru Tundu del Comune di Villa Sant'AntonioIl monolite è da porre in relazione con la vicina necropoli di Is Forrus: alto 5,75 m, è stato rintracciato a ridosso di un muro a secco ed è stato poi posto sulla cima del colle Curru Tundu.
Il menhir, costituito da tufo trachitico grigiastro con venature rossicce, è tronco alla sommità ed ha forma pressochè conica con una faccia spianata e l’altra arrotondata.

 

 

 

 

 

 

Domus de janas di Fontana Caberis del Comune di Villa Sant'Antonio


Domus de Janas di Fontana Caberis del Comune di Villa Sant'AntonioA ridosso delle ultime case in zona sud-est si trovano due domus de janas aperte sul fianco di una collinetta trachitica. Le tombe sono visitabili: la prima e del tipo monocellulare con piccolo andito, la seconda è più articolata con andito e quattro stanze.
In quest’ultima si svolgevano particolari riti religiosi e sacrifici in onore dei defunti, perchè si notano nell’anticella un focolare e tre coppelle circolari.


Domus de Janas della zona Is Forrus del Comune di Villa Sant'Antonio


Domus de Janas della zona Is Forrus del Comune di Villa Sant'AntonioLa zona di “Is Forrus” si trova a circa 1,5 km a nord del paese, in una vasta area di tavolati trachitici: le tombe della necropoli sono distribuite in 4 gruppi distanti fra loro circa 200 m.
Il primo gruppo comprende 5 tombe, più a sud sono dislocati altri 3 ipogei e infine in posizione più appartata si trovano altre 11 grotte scavate nella roccia, che però sono di difficile accesso a causa dell’abbondante vegetazione.
Le tombe sono state violate da tempo, per cui è difficile la loro datazione: si ritiene che appartengano al periodo prenuragico della cultura di S. Michele di Ozieri.
Gli stipiti dei portelli sono danneggiati perché usati dai pastori per il ricovero degli animali. Sono protette dalla pioggia da solchi intagliati nella roccia che permettono il deflusso delle acque. Lo schema delle tombe prevede un vestibolo coperto, una anticella e una o più celle che comunicano fra loro attraverso delle finestrelle; la loro forma è rettangolare, quadrangolare, tondeggiante oppure ellittica.


Necropoli di Genna Salixi del Comune di Villa Sant'Antonio


Necropoli di Genna Salixi del Comune di Villa Sant'AntonioA circa 1 km a sud del paese, sulla strada provinciale per Senis, di fronte al nuraghe Caiu si trovano le domus de janas di Serra Longa, meglio note con la denominazione di Genna Salixi.
La necropoli è formata da 20 ipogei posti sul doppio fianco di una vallata di roccia trachitica, attraversata da un torrente che si getta poi nel rio Imbessu: per la loro monumentalità possono considerarsi fra le più belle domus della Sardegna.
Le tombe presentano una concezione architettonica più progredita rispetto alle altre dell’isola, con solchi per il deflusso delle acque piovane e portelloni per proteggere gli ingressi. Questi ultimi sono stati progressivamente demoliti per consentire la costruzione di muretti a secco fra i terreni della zona.
La violazione delle tombe non ne consente una datazione precisa, per cui vengono attribute ad una imprecisata età prenuragica.

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