Comune di Nugheddu Santa Vittoria
Il piccolo centro agro-pastorale di circa 600 abitanti, situato su un costone a 500 metri di altitudine in prossimità del monte Santa Vittoria, nel Barigadu, è immerso in un meraviglioso ambiente naturale caratterizzato da imponenti rocce granitiche e da una rigogliosa vegetazione. Secondo la tradizione, la prima parte del nome del borgo, "Nughedu", deriva da "nughe" perché anticamente la zona era ricchissima di alberi di noce, mentre la seconda parte è un onore tributato alla santa e al monte che porta il suo nome.Nella parte più antica del paese, quasi di fronte alla splendida facciata in trachite rosa della chiesa di San Giacomo, si trova la casa parrocchiale risalente al '500, contraddistinta da un portico con pilastri in trachite e da un timpano decorato; sempre nel centro abitato e nell'immediata periferia si trovano, caso quasi unico in Sardegna, alcune domus de janas appartenenti alla cultura di Ozieri, caratterizzate da teste di toro scolpite nella roccia e dipinte con l'ocra, per simboleggiare il rinnovarsi della vita attraverso il sangue e i misteriosi culti magici.Le "case delle fate" testimoniano le origini antichissime del paese, che risalgono appunto all'epoca pre-nuragica, mentre in tempi più recenti, a partire dall'XI secolo, Nughedu appartenne alla curatoria di Parte Barigadu nel giudicato di Arborea. Dopo la conquista aragonese divenne feudo prima di Gaspare Fabra, poi passò alla casata degli Alagon fino al 1703 quando, attraverso un matrimonio, pervenne ai De Silva, per appartenere poi ai Todde ed infine ai Pes, gli ultimi feudatari, ai quali fu riscattato nel 1839 con l'abolizione del regime feudale.
Le antiche origini del paese si ritrovano anche nelle sue tradizioni gastronomiche, con piatti semplici e genuini, ma non per questo meno gustosi e saporiti, come i salumi, i formaggi, i dolci tipici, che vi invitiamo a scoprire e gustare.
Da vedere nel Comune di Nugheddu Santa Vittoria
Chiesa di S.Giacomo del Comune di Nugheddu Santa VIttoria
Nella parte più antica del paese si trova la parrocchiale del 1500, dedicata a San Gia-como: la facciata a due ordini è caratterizzata dallo splendido rosone gotico e dal coronamento con merli.
L'interno è gotico-catalano con volte a crocera nel presbiterio e capitelli scolpiti. Sulla piazza antistante la chiesa si affaccia l'ex casa parrocchiale cinquecentesca, con una bella loggia in trachite.
Chiesa di San Basilio del Comune di Nugheddu Santa Vittoria
Verso Sorradile, in posizione dominante sulla valle del Tirso, si trova il novenario campestre di San Basilio: risalente al 1600, è caratterizzato da piccole casette e da un bel loggiato lungo tutto il lato sud della chiesetta.
Il prospetto della chiesa è quello classico a coronamento piano privo di merlature, col rosone sostituito da una nicchia quadrangolare con modanatura simile a quella che sovrasta il grande portale. Quest’ultimo, preceduto da tre piccoli gradini in conci squadrati e consunti, è racchiuso da due semicolonne in trachite rosata a fusto liscio, poggianti su due blocchi decorati con motivi zoomorfi che fungono da plinti. Sull’angolo destro del coronamento, quasi a sovrastare l’insieme, si trova un semplice campaniletto a vela realizzato in conci di trachite, con monofora a luce a tutto sesto. Lungo il fianco meridionale della chiesetta corre un porticato sorretto da otto colonne lisce in trachite, arricchite con capitelli sapientemente sagomati dagli scalpellini gotico-catalani.
Domus de janas Sas Arzolas de Goi del Comune di Nugheddu Santa Vittoria
Questa “necropoli preistorica” è situata a poche centinaia di metri dal paese, sulla strada vecchia per Ardauli.
E’ formata da ben 18 cellette scavate nella roccia del bancone trachitico, molte delle quali però sono state distrutte dai lavori di una cava attiva fino a qualche anno fa. All’interno di alcune di esse si può ancora ammirare, scolpita nella roccia, la testa del toro, il Dio maschile adorato dalle popolazioni del neolitico che seppellivano i loro morti in queste grotticelle artificiali.
La divinità femminile era invece la cosiddetta Dea madre o Grande Madre mediterranea, unica custode dei segreti della vita, che è stata venerata per diversi secoli nell’intera isola.

Monastero Benedettino del Comune di Nugheddu Santa Vittoria
Percorrendo la strada per Austis si arriva presso il monte S.Vittoria, dove sorgeva un monastero benedettino medioevale probabilmente risalente al secolo XI.
Su Casteddu del Comune di Nugheddu Santa Vittoria
Questo sito, di primaria importanza per la storia di Nugheddu, testimonia la presenza in questi luoghi di abitatori Protosardi già nel neolitico. Sono ancora ben visibili i resti, distribuiti in una vasta zona, di un’imponente insediamento umano con i ruderi di quelle che dovevano essere le primitive capanne in muratura (probabilmente con copertura lignea), oggi ridotte a confusi ammassi di pietrame.
Sul margine settentrionale del piano si trova una struttura megalitica che, per la sua particolare conformazione data da due pietre fitte sormontate e architravate da un imponente lastrone, richiama sia le classiche tombe dei giganti sia i dolmen.
