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Comune di Narbolia

Comune di NarboliaSituato nel Montiferru in posizione dominante sulla pianura del Campidano a 57 metri di altitudine, Narbolia è un centro di circa 1700 abitanti.Il territorio del paese è ricchissimo di nuraghi e da qui nasce l'ipotesi più accreditata sulle origini del nome, che deriverebbe da "Nurapolis" ovvero "città dei nuraghi": essa viene citata anche nel trattato di pace stipulato da Eleonora d'Arborea e il re d'Aragona nel 1388. A quell'epoca il borgo apparteneva alla curatoria di Parte Milis nel giudicato di Arborea; dal 1410 fece parte del marchesato di Oristano, per divenire feudo regio dal 1477 al 1767, quindi fu incluso nel marchesato d'Arcais fino all'abolizione dei feudi, avvenuta nel 1839.Il suo territorio si estende fino al mare, con la bella spiaggia di Is Arenas, alle spalle della quale si trova una splendida pineta che costituisce una vera e propria oasi naturalistica: i pini, gli eucalipti, i ginepri e la macchia mediterranea col rigoglioso sottobosco costituiscono l'ambiente ideale per numerosi piccoli animali, come ghiandaie, donnole e volpi. Fino agli anni '60 la zona su cui si estende oggi la pineta costituiva l'unico esempio in Europa di deserto con dune mobili, che raggiungevano anche i 50 metri di altezza.L'economia del paese è basata soprattutto sulla produzione di frutta, cereali, uva, olive e sughero, ma si stanno sviluppando le attività turistiche, legate anche alla presenza del campo da golf di Is Arenas, dotato di 18 buche con par 72.Nel centro storico, dove l'influenza dell'arte catalana traspare nei particolari Comune di Narboliascolpiti delle finestre e dei portali, si possono ammirare diversi murales, quattro in particolare sono dedicati alle stagioni e sono stati dipinti nel 1956.Se volete scoprire la natura più autentica e vera di questi luoghi non limitatevi dunque all'incantevole mare cristallino: poco oltre c'è un intero mondo che attende solo di essere scoperto.

 

 

 

Da vedere nel Comune di Narbolia

 

Chiesa parrocchiale di Santa Reparata del Comune di Narbolia


Chiesa parrocchiale di Santa Reparata del Comune di Narbolia Chiesa gotico-aragonese risalente al XV secolo, è intitolata a Santa Reparata, il cui culto è di origine toscana, probabilmente pisana. Il monumento, più volte modificato, si eleva in posizione dominante sulla vallata del rio Cunzau, a poca distanza dal muraglione noto come "Sa Muralla".All’interno si trova, ben conservato, un monumentale altare settecentesco.

 

 


Chiesa S'Eremita Matteu del Comune di Narbolia


Chiesa S'Eremita Matteu del Comune di NarboliaChiesa di origine incerta situata a qualche chilometro dal paese, alle pendici dell’omonima collinetta. Essa è legata alla tradizione dei Romitori, ovvero quei luo-ghi isolati nei quali i monaci si recavano periodicamente a pregare e studiare.Dopo la loro scomparsa, i monaci Benedettini vennero sostituiti da eremiti volontari (non appartenenti cioè a ordini monastici) tra i quali appunto "Matteo" o "Hermanu Matteo", come lo chiamava il "La Marmora". La piccola chiesetta, consistente in un unico vano con annessa una cella a cubicolo, potrebbe risalire al duecento ma ha subito successivi rimaneggiamenti. Attualmente è abbandonata ma in discreto stato di conservazione.

 

Sa Muralla del Comune di Narbolia


Sa Muralla del Comune di NarboliaNon ancora del tutto chiara è la funzione di "Sa Muralla", un muraglione di massi che si trova nei pressi della chiesa parrocchiale, su un dosso in posizione strategica a dominio della valle del rio Cunzau. Un'antica tradizione lo indicava come rudere di un castello di Eleonora d'Arborea, mentre secondo le interpretazioni più recenti si tratterebbe di un avamposto punico-fenicio, eretto lungo una delle vie d'accesso al Monteferru per difendere Tharros e le pianure dall'assalto degli abitanti delle monta-gne. Farebbe quindi parte di quella linea difensiva che comprendeva anche Su Ca-steddu Ecciu di Fordongianus e il Castello Medusa di Samugheo.

 

 

 

 


Nuraghe Tradori del Comune di Narbolia


nuraghe tradori narboliaDirigendosi lungo la SS 292 da Riola verso S.Caterina di Pittinuri, poco a nord del paese si trova questo nuraghe molto ben conservato.Edificato in basalto nero, presenta un ingresso molto basso ad arcata ogivale. La camera, dalla quale partono due bassi cunicoli, è di forma circolare e presenta una volta a cupola alta e conica. All'esterno del nuraghe è presente una parte di muraglia formata da grosse pietre. Sulla parte esterna della muraglia, orientato verso sud-est, si trova un cunicolo che scende in profondità e probabilmente arriva fin sotto il nuraghe.

 

Nuraghe Santa Reparata del Comune di Narbolia


Nei pressi di "Sa Muralla" si trovano i resti di questo nuraghe (chiamato anche "Su forru de Santa Reparata") che è stato a lungo ritenuto un forno per la calce, cosa al-quanto improbabile dato che questi forni si trovano nella zona calcarea di Cadreas. Secondo una leggenda da questo nuraghe partiva un cunicolo, oggi invisibile, che lo collegava al nuraghe Tunis.


Nuraghe Zoddias del Comune di Narbolia

nuraghe zoddias narbolia

 

 

 

 

 

Nuraghe Arganzolas del Comune di Narbolia

 

Antiche terme di Su Anzu del Comune di Narbolia

Antiche terme di Su Anzu del Comune di NarboliaIn località Su Anzu, sulla strada che da Narbolia porta verso il mare (anticamente zona termale), è sita una villa romana scoperta da A. Lamarmora nel secolo scorso. Nel territorio in esame lo stanziamento umano risale al Neolitico medio, mentre la civiltà nuragica è documentata da numerosi nuraghi (Straderi, Tradori, Zoddias, Arganzolas, Accas, ecc.) e da alcuni villaggi nuragici (Bonotoù e Accas).
L'insediamento romano è costituito principalmente da resti di ville urbano-rustiche (Su Anzu di Riola e S.Andrea a Narbolia) e dal santuario rurale di Demetra e Kore di Codréas.La villa di Su Anzu, superstite esclusivamente negli ambienti termali, ha una struttu-ra di modeste dimensioni composta di un atrio, di un frigidarium e di tre ambienti caldi.Il complesso è realizzato interamente in opus caementicius, con paramenti in tufelli di calcare alternato a filari di laterizi.La decorazione degli ambienti termali della villa era costituita da lastre di rivestimento per le pareti in marmo cipollino, ancora Antiche terme di Su Anzu del Comune di Narboliaparzialmente in opera nel frigidarium, e da un mosaico policromo che pavimentava lo stesso frigidarium, andato però completamente distrutto. La decorazione della volta era invece realizzata con gli stucchi.Poco distante da queste strutture si trovano numerosi blocchi squadrati di calcare, lastre di marmo e frammenti di mosaico a tessere bianche, nere, ocra e rosse, che po-trebbero riferirsi ad un altro corpo della villa separato dagli ambienti termali.Recentemente sono stati portati a termine i lavori di pulizia degli antichi ruderi in vista di una valorizzazione dell’importantissimo sito.

 


Grotta del guano del Comune di Narbolia


Nei calcari di Cadreas si apre la cosidetta “grotta del guano”, la quale deve il suo nome ai resti organici dei pippistrelli che la abitano. La grotta (lunga circa un centi-naio di metri) ne conta a migliaia, impressionanti ma inoffensivi attaccati come grap-poli al soffitto.