Comune di Paulilatino
Paulilatino, centro agro-pastorale di circa 2600 abitanti con un'ottima produzione di formaggi e vini e un fiorente artigianato tessile, si trova su un leggero pendio a circa 280 metri di altitudine sul lato sud dell'altopiano basaltico di Abbasanta. Il suggestivo ambiente naturale, caratterizzato dal corbezzolo, dal mirto, dal cisto, dalle essenze tipiche della macchia mediterranea offre al visitatore scorci di rara bellezza e una natura incontaminata, a tratti selvaggia.Anche il nome Paulilatino sembra nascere dalla natura, probabilmente da una palude ("pauli" in sardo) posta nelle vicinanze del paese, che è stata prosciugata nel 1827 e che, con il primo sole dell'estate, si seccava ricoprendosi di splendide margheritine bianche che la rendevano "làtina" ("chiara" nel dialetto locale). Il territorio di Paulilatino offre talmente tanti resti archeologici preistorici e nuragici di rilievo (oltre 100 nuraghi, numerose tombe di giganti, domus de janas, betili) che non si può non restarne affascinati: la capacità costruttiva degli antichi popoli e la bellezza di questi luoghi è tale da lasciare sbalorditi, perciò vi invitiamo a scoprirli accedendo alle sezioni specifiche del sito.Qui vogliamo ricordare solo brevemente quello che è forse il più interessante sito archeologico sardo, il complesso di Santa Cristina, nel quale si trova l'eccezionale pozzo sacro edificato basandosi su complessi calcoli ingegneristici e astronomici.Nonostante la zona sia popolata da oltre tre millenni, le prime notizie certe su Paulilatino risalgono solo al periodo medioevale, quando la "villa di Pauli" era il centro principale della curatoria di Parte Guilcer (chiamata poi Ozier Real) nel giudicato di Arborea, del quale seguì le sorti; sotto la dominazione della corona Aragonese e, in seguito, in periodo sabaudo fu feudo regio, fino al definitivo riscatto avvenuto nel 1838. Camminare per le viuzze del paese respirando l'atmosfera del passato, ammirare le vecchie case in basalto nero, munite ancora degli appoggi per montare a cavallo e degli anelli in ferro per legarli, è un emozione da non perdere.
Da vedere nel Comune di Paulilatino
Parrocchiale di San Teodoro del Comune di Paulilatino
Chiesa gotico-aragonese derivante da una precedente struttura risalente al XIV seco-lo, è interessante per il caratteristico portale ornato del '700 e per il campanile a can-na quadrata con coronamento a balaustra e lanternino a cipolla.
Chiesa della Madonna d'Itria del Comune di Paulilatino
Risalente al '700, presenta sul lato destro un contrafforte
Museo Archeologico-Etnografico del Comune di Paulilatino
Nel centro storico del paese, caratterizzato dalla presenza di vie e case realizzate con la tipica pietra locale (basalto) si erge il palazzo Atzori, ora sede del museo Archeo-logico Etnografico. L'imponente edificio (risalente alla fine del 1700) composto da 14 sale espositive poste su tre livelli, appartenne ad una ricca famiglia di Paulilatino. La fruizione al pubblico dello stabile è consentita dal 22 ottobre 1995.
L'esposizione attuale si articola in una sezione archeologica (in allestimento) ospitata al piano terra e in una ricca sezione etnografica ospitata al primo e secondo piano.
Curiosi gli spioncini situati in diverse zone della casa (anche nel pavimento) per con-trollare gli ingressi principali. All'interno numerosi sono gli oggetti che testimoniano l'esistenza di una civiltà agro-pastorale del paese: tra essi spiccano cassapanche, abiti, telai, occhiali, costumi sardi, un letto, una culla, gambali, selle e staffe. Oggetti che non sono di proprietà della famiglia Atzori, in quanto alla loro partenza i ricchi possidenti non hanno lasciato nulla nella casa.
La cucina è piccola e veniva adoperata dalla servitù, mentre i proprietari utilizzavano la sala da pranzo.
Su una parete ritroviamo anche una foto del proprietario, il notaio Atzori, che ha esercitato nel corso dell'800. L'abitazione, che sorge in una zona di confine tra il Monte Ferru e il Barigadu, presenta al terzo piano un'ampia terrazza (ora chiusa e coperta) prima destinata ai militari che la utilizzavano come postazione di controllo delle tre vie principali del paese.
Fonte Su Cantaru Mannu del Comune di Paulilatino
La fontana, costruita nel 1866, è costituita da un monumentale parallellepipedo che serve da basamento per una statua di gusto purista. La statua rappresenta un efebo nudo, con un braccio proteso ad indicare la sorgente che alimenta l’acquedotto.
Santuario nuragico di Santa Cristina del Comune di Paulilatino
Questa bellissima area, vasta circa 10 ettari, comprende 3 zone di grandissimo inte-resse, ovvero il santuario nuragico, il villaggio nuragico e il novenario campestre; il tutto immerso in una folta vegetazione di piante d’ulivo e olivastro, con alcuni esem-plari aventi un età di qualche millennio. 
Le strutture presenti fanno pensare che nella zona vi fosse un agglomerato abitativo piuttosto grande, situato in corrispondenza di un importante nodo viario. Vi si trova una capanna delle riunioni, che pare avesse una funzione federale: al suo interno ri-mangono un lavacro simbolico e un piccolo altare destinato ai sacrifici di comunione. Presumibilmente la struttura, in forma conica, era coperta da legname.
Sempre all’interno del villaggio nuragico si trova una capanna allungata, datata III-IV sec. d.C., che probabilmente era addibita a magazzino o deposito.
Chiesa di Santa Cristina del Comune di Paulilatino
Si trova nell'omonima località che prende il nome dalla chiesetta campestre, dedicata alla santa, intorno alla quale sorgono i muristenes (piccole abitazioni di proprietà di famiglie di Paulilatino) che formano un ampio piazzale piacevolmente ombreggiato da rigogliose piante d'olivo. La presenza di una chiesetta appartenente ai monaci camaldolesi di Santa Maria di Bonarcado è documentata fin dal secolo XIII, ma probabilmente la zona ha una frequentazione risalente al periodo bizantino. La costruzione attuale è frutto di numerosi restauri che hanno reso impossibile riconoscere lo stile originario: in particolare la facciata risulta alterata da un intervento novecentesco mentre su un fianco si conservano i contrafforti medioevali.
Nuraghi della zona di Santa Cristina del Comune di Paulilatino
Nell’area di S. Cristina sono presenti ben 4 nuraghi, disposti nei declivi del pianoro in un raggio di circa 350 metri: uno nord-est, uno ad est, uno a sud-est ed uno a sud. Situati in posizioni nascoste, avevano probabilmente funzioni civili e militari oltre alla funzione sacro-religiosa. Il nuraghe forse più importante è quello monotorre di S.Cristina, integro nella sua struttura interna e risalente all’incirca alla metà del bron-zo antico; probabilmente era una postazione di controllo del territorio.
Pozzo sacro di Santa Cristina del Comune di Paulilatino
Il complesso di Santa Cristina è incentrato attorno al pozzo sacro di sofisticata archi-tettura, chiuso da un recinto di forma ellittica a sua volta contornato da altre costru-zioni (fra cui la sala delle riunioni).
La scala di accesso alla tholos sotterranea, sovrastata da un soffitto gradonato, si apre a ventaglio restringendosi gradatamente verso il basso. La tholos è costituita da una muratura in pietre basaltiche finemente lavorate, che nella parte superiore lasciano un foro dal quale entra la luce e l’aria. Attorno al foro, all’esterno, venne costruita un’area circolare chiusa da un recinto con sedili, alla quale si accedeva passando dal vestibolo. Durante il periodo tardo-punico il culto indigeno delle acque venne sosti-tuito con quello delle greche Demetra e Core, che comunque costituiva l’interpretazione punica della religione fertilistica sarda. La stipe del tempietto di Demetra e Core ha restituito numerose kernophoroi, terracotte figurate, ceramiche e balsamari di pasta vitrea. La tecnica architettonica nuragica ha dato vita ad una struttura ogivale a nuraghe rovesciato, composta da pietre basaltiche a forma di T disposte in modo concentrico. La forma a T ha la funzione di scaricare il baricentro nello spessore murario. Sul fondo della scalinata il basamento accoglie l’acqua come fosse un piatto (di circa 2,5 m di diametro) tramite un canale scavato interamente nella roccia. L’acqua, proveniente da una sorgente, ha un livello costante che non supera mai l’altezza di 70 cm per la presenza di un sistema di drenaggio. La funzione del tempio era di luogo dedicato al culto delle acque, un culto di reminescenza neolitica, di purificazione e iniziazione. Un’altra funzione pare collegata alla teoria astronomica: esso infatti ha l’ingresso rivolto al sorgere del sole, e l’altezza e l’inclinazione dei gradini è costante per fare in modo che l’acqua fosse comple-tamente illuminata solo in coincidenza col giorno dell’equinozio: in tale giorno si verificava un fenomeno di rifrazione completa.
Un altro fenomeno si verificava ogni 18 anni e mezzo, quando la luna piena al suo passaggio illuminava completamente il fondo del pozzo: pare infatti che la colloca-zione dei gradini non sia casuale ma il risultato di precisi calcoli astronomici.
Nuraghe Lugherras del Comune di Paulilatino

Nuraghe Perdosu del Comune di Paulilatino
Nuraghe Oschina del Comune di Paulilatino
Tomba di Giganti di Muraguada del Comune di Paulilatino
Edificio funerario di tipo nuragico, molto simile alla tomba di giganti di Sa domu‘e s’Orcu di Siddi. La camera a sezione ogivale è lunga m 4,5 ed è contenuta in un cor-ridoio lungo poco più di 10 m, fornito di esedra nella parte anteriore.
L’edificio è raggiungibile seguendo la vecchia strada (che corre parallela alla 131) che da Paulilatino conduce a Bauladu: si procede per circa 5 km fino a raggiungere una tortuosa strada sulla sinistra per poi percorrerla in salita per circa 900 metri. Raggiunto un passaggio a livello si percorrono altri 200 metri sulla destra camminando parallelamente alla linea ferroviaria: il monumento è a pochi metri dai binari sulla sinistra.
Tombe di Giganti di Goronna del Comune di Paulilatino
Si tratta di due tombe di giganti costruite nei pressi di una struttura megalitica, pro-babilmente uno pseudo-nuraghe. La più grande ed interessante è lunga 24,6 m ed è di tipo dolmenico-ortostatico: mostra un corpo rettangolare absidato nella parte poste-riore e un’esedra a semicerchio nella parte anteriore, al centro della quale si apre un piccolo portello che immetteva in un corridoio capace di accogliere qualche centinaio di cadaveri. Al centro dell’emiciclo, evidenziato da enormi blocchi di trachite basal-tica (probabili simboli divini), si trova una robusta stele centinata monolitica, spezza-ta in corrispondenza della lunetta superiore. L’arredo funerario consisteva in elemen-ti di pietra e terracotta, caratteristici della Cultura di Bonnanaro II.
