Comune di Santa Giusta
Santa Giusta, situata sulla sponda nord-est dello stagno omonimo nella pianura del Campidano, a 3 metri di altitudine, ha una popolazione di circa 4400 abitanti ed assolve, grazie alla sua vicinanza ad Oristano e alla condivisione della zona di sviluppo industriale, una importante funzione residenziale.
L'economia locale è, infatti, strettamente legata alla zona industriale di Oristano, con diverse importanti industrie insediate in territorio comunale di Santa Giusta, come la Corisa, la più importante realtà economica in Sardegna nel settore della produzione e confezionamento di riso di alta qualità. Grande importanza riveste anche la pesca praticata nello stagno, popolato da orate, spigole, anguille e prelibati muggini, che trovano qui l'ambiente ideale grazie al collegamento diretto col mare realizzato dal canale di Pesaria.
A testimoniare l'influenza dello stagno sulla vita dell'uomo fin dall'epoca fenicia restano oggi "is fassonis", imbarcazioni adatte alla navigazione in laguna e realizzate intrecciando foglie di giunco, molto simili a quelle egiziane in papiro: la prima domenica di agosto con esse si corre la suggestiva "regata de is fassonis", nella quale i concorrenti gareggiano utilizzando l'antico sistema di navigazione. Is fassonis ci portano indietro nel tempo di 2700 anni, quando una flotta di navi fenice si spinse all'interno della laguna, sbarcando sulla riva est: nacque così la mitica città di Othoca, conquistata poi dai Romani e da loro chiamata Eaden, sotto i quali, secondo la tradizione, venne martirizzata Santa Giusta.
Secondo la leggenda Giusta, nata al tempo dell'Imperatore Adriano (117-138 d.C.), appena dodicenne si convertì al cristianesimo ma sua madre la ostacolò in tutti i modi, denunciandola addirittura al magistrato, che la fece decapitare: da allora la città di Eaden è chiamata Santa Giusta.In periodo giudicale la villa fece parte del campidano di Simaxis nel giudicato di Arborea, continuando a farne parte anche dopo l'arrivo degli Aragonesi, quando venne trasformato nel marchesato di Oristano. Nel 1479 fallì l'ultima rivolta del marchese di Oristano contro gli Aragonesi e Santa Giusta entrò a far parte dei territori del Re; in seguito, sotto la dominazione sabauda, nel 1767 fu inclusa nel marchesato d'Arcais per essere poi riscattata ai Flores-Nurra nel 1838.
Da vedere nel Comune di Santa Giusta
Cattedrale di S. Giusta del Comune di Santa Giusta
Costruita nella prima metà del XII secolo da maestranze pisano-lucchesi, è a tre na-vate: la centrale coperta in legname e le laterali con volte a crociera. Alcune delle colonne sono romane: provvengono infatti dalla zona archeologica di Tharros. La cattedrale ha subito dei restauri importanti nel XX secolo, che comportarono anche la ricostruzione della torre campanaria. All’interno della chiesa, sotto il presbiterio sopraelevato, si trova una cripta che potrebbe derivare da un martyrium preesistente e ha condizionato tutta la struttura del monumento. La cripta è ampia, coperta con vol-tine in pietra concia poggianti su muri e tozze colonne con capitelli; all’illuminazione dell’ambiente provvedono alcune finestrelle aperte nell’abside sotto lo zoccolo.
In una delle cappelle più recenti si può ammirare un bel retablo dipinto e dorato.
Al centro della facciata tripartita in conci di arenaria, una grandiosa trifora illumina l’interno della chiesa mentre sopra il portale pisano, sormontato da due leoni in mar-mo bianco insolitamente rivolti verso l’esterno, è presente una croce in trachite nera.
Chiesa di Santa Severa del Comune di Santa Giusta
Piccola chiesetta situata all’ingresso del paese, è caratterizzata da un bel prospetto in conci di arenaria, probabilmente trecentesco.
Ponte romano del Comune di Santa Giusta
S. Giusta era originariamente un centro romano (Othoca) situato all’incrocio di due importanti strade: la via Turre-Karales (da Porto Torres a Cagliari) e la via Tibulas-Sulcis (da S.Teresa di Gallura a S.Antioco). Il tracciato della strada è documentato da un piccolo ponte romano, visibile nei pressi del bivio della vecchia ss 131 con la nuova superstrada, sulle rive dello stagno. Originariamente il ponte si sviluppava su 5 arcate di diverse dimensioni, per una lunghezza di 28 metri ed una larghezza di circa 6 metri. Venne realizzato verso la seconda metà del I° secolo a.C., in opera cementi-zia con paramenti in blocchi squadrati di trachite verde e grigia di Fordongianus. A sud del ponte è ancora visibile un tratto lastricato di pietre basaltiche largo circa 6,5 metri.
