Comune di Scano di Montiferro

Comune di Scano di MontiferroCentro agro-pastorale di circa 1700 abitanti situato a 380 metri d'altitudine sulle pendici settentrionali del Monte Ferru, il paese di Scano di Montiferro può essere considerato, morfologicamente e culturalmente, una sorta di sintesi del Montiferru, in quanto il relativo isolamento dalle principali vie di comunicazione ha preservato le tipologie costruttive e le tradizioni tipiche della montagna.

Il territorio, molto interessante dal punto di vista speleologico, è particolarmente ricco di sorgenti (come quella di Sant'Antioco, la più grande del Montiferru), immerse nei secolari boschi di querce, lecci e macchia mediterranea, dove trovano rifugio numerose specie animali, alcune in via d'estinzione. Proprio l'abbondanza d'acqua e la sicurezza offerta dalla montagna hanno favorito l'insediamento dell'uomo in queste terre fin dalle epoche più remote, come testimoniano i numerosi nuraghi, le antichissime domus de janas scavate nelle pareti di arenaria di Ispinioro e le tombe dei giganti di Pedras Doladas: lo stesso nome del paese, Scano o Iscanu in dialetto, deriverebbe dal fenicio "skan" col significato di "luogo abitato".scano di montiferro

Il nucleo originario dell'odierno paese sorse tuttavia durante l'Alto Medioevo, nelle vicinanze di un monastero camaldolese incluso nella curatoria del Montiferru, prima sotto la giurisdizione del giudicato di Torres e poi di Arborea. Sotto la dominazione Aragonese la villa di Scano di Montiferro appartenne per un breve periodo a Guglielmo Montañans e poi ai Zatrillas fino al 1669; in seguito subì tutta una serie di complesse vicende con numerosi passaggi nelle mani di potenti famiglie feudali finché, nel 1838, fu riscattato ai Quesada.

Il paese ha mantenuto praticamente intatta la struttura ottocentesca delle abitazioni del centro storico, tutte costruite in pietra, addossate le une alle altre, con la cornice di porte e finestre lavorata in arenaria e i lati del portone d'ingresso spesso consumati, per l'abitudine di affilarvi gli attrezzi da lavoro.

L'economia si basa sull'agricoltura e l'allevamento, anche se un discreto flusso turistico sta cominciando a dirigersi verso Scano di Montiferro alla scoperta delle prelibatezze gastronomiche (miele, pane, dolci, formaggi) e dell'artigianato, con i magnifici tappeti e i coltelli a serramanico col manico d'osso.

 

Da vedere nel comune di Scano di Montiferro

 

Chiesa dei S. Pietro e Paolo del Comune di Scano di Montiferro


Chiesa dei SS Pietro e Paolo del Comune di Scano di MontiferroAd est dell’abitato, sul colle di Santa Croce, si erge la chiesa parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo edificata nel secolo XVII su un antico monastero camaldolese; nel XVIII sec. venne invece edificato il campanile in stile aragonese.
La chiesa a croce greca subì nel 1799 un grave incendio che la danneggiò irreparabilmente, ma venne poi ricostruita in soli quattro anni. Al suo interno, di notevole interesse è l’affresco del pittore scanese Isidoro Delogu che raffigura alcuni santi e la Vergine Maria.
La titolazione a S.Pietro si può far risalire al X-XI sec. quando, per le continue frizioni tra la chiesa di Roma e Costantinopoli si giunse allo scisma tra le due, col conseguente diffondersi del culto di S.Pietro anche in quelle zone in cui prima era forte la presenza degli orientali. Nel corso dei lavori di risistemazione del manto stradale, effettuati nel 1984, sono venute alla luce diverse tombe del II-III secolo, cioè del periodo paleocristiano.

Chiesetta di S.Nicolò del Comune di Scano di Montiferro


Chiesetta di S.Nicolò del Comune di Scano di MontiferroRecentemente restaurata, sotto il pavimento alcuni anni fa vennero ritrovate delle sepolture, probabilmente di religiosi.

 

 

 

 

 

Nuraghe Nuracale del Comune di Scano di Montiferro


Situato ad un’altezza di 398 metri lungo la strada per Sagama, presso il rio Luzzanas, questo monumento probabilmente era una reggia nuragica ed è da alcuni considerato tra i più importanti del Montiferru. E’circondato da un recinto con porta d’accesso e presenta una torre nuragica alta, discretamente conservata, pur se tutto il complesso è in uno stato di totale abbandono.
La struttura è quadrilobata, con la torre centrale iscritta in un quadrato costituito dalla cortina rettilinea di congiunzione delle torri angolari e con un cortile anteriore stretto e lungo. L’ingresso, quasi completamente interrato, introduceva tramite un corridoio al cortile. Dai lati del cortile partivano 2 corridoi di accesso alle torrette anteriori, le cui cellette sono parzialmente conservate. La torretta posteriore sinistra conserva la camera svettata a circa 4 metri d’altezza mentre quella posteriore destra è quasi completamente crollata. La camera situata nella base del mastio è inaccessibile mentre è agibile quella superiore.


Nuraghe Sa Mura e Mazzala del Comune di Scano di Montiferro


Sorge al centro di una spianata boscosa contornata da altri nove nuraghi; nelle vicinanze si trovano una tomba dei giganti e cumuli di pietre, indicanti un'antica abitazione durata fino all’epoca romana.
Il nuraghe presenta una torre primitiva principale fiancheggiata e fronteggiata da un corpo aggiunto quadrangolare, con due torrette negli angoli sud ed est e un cortile interno.
Il corridoio d'ingresso alla torre (che conserva un altezza massima di 6,5 m) è per la maggior parte interrato; il paramento esterno è in blocchi di basalto di media grandezza, disposti ordinatamente.
La camera eccentrica è parzialmente crollata e non presenta nicchie o altre particolarità. Nel corpo aggiunto, le due torrette comunicavano solo col cortile interno a forma di mezzaluna, con l’ingresso esterno in asse con quello della torre primitiva.
Le torri e le cortine del corpo addossato sono costituite da pietre non lavorate che contrastano con l'accurata lavorazione della torre antica.
Una cortina muraria megalitica di rozze pietre basaltiche completava la fortificazione, circondando il nuraghe come un antemurale.

Nuraghe Salaggioro del Comune di Scano di Montiferro

 

Nuraghe Abbaùddi del Comune di Scano di Montiferro

nuraghe abbauddi scano di montiferro

 

 

 

 

 

Nuraghe Sa Figu Ranchida del Comune di Scano di Montiferro

 

Tombe dei giganti del Comune di Scano di Montiferro


Nei dintorni di Scano vi sono numerose tombe dei giganti: una (quella di "Su Crastu Iscrittu) si trova in regione "Sas Serras", in una radura alberata di un pianoro basaltico. Il segno più evidente dell'arcaicità di questo monumento è il quadro inferiore di una stele "centinata", realizzata con una robusta lastra di basalto rosso che segna la posizione dell'antica facciata e l'ingresso. La bella stele è ornata in facciata da una cornice, all'apice della quale si trova un dente per l'incastro della lunetta superiore, ora mancante. Una seconda cornice, singolare per la forma ad arco a tutto sesto, appare scolpita a bassorilievo sul portello e lo affianca ai lati. L'interramento della stele non consente di osservare l'intero sviluppo del piccolo ingresso, ma si può notare chiaramente come lo stipite destro sia spezzato e sia stato integrato con una lastra parallelepipeda.
Nella località Pedras Doladas, a poche centinaia di metri dai nuraghi Porcos e Altoriu, è visibile un'altra tomba lunga circa 4 metri e larga 1: accuratissima nella lavorazione e precisa nelle misure, è uno degli esempi più belli di architettura funeraria nuragica.
A 200 metri dal nuraghe Boloada si trova invece la tomba di Pedriscudu, che deve il nome al fatto di essere protetta lungo le fiancate da enormi pietre fitte. Pur essendo gravemente danneggiato il monumento conserva gran parte del suo fascino, dovuto sia all'imponenza delle lastre basaltiche sia al fatto che rappresenta un modello sepolcrale arcaico, più esattamente quello denominato allèe couverte: la struttura originaria del dolmen fu progressivamente allungata formando, appunto, un corridoio coperto.


Domus de janas del Comune di Scano di Montiferro


Nella località di Abbauddi si trovano due domus de janas chiamate Scano Furrighesos: si trovano a pochi metri dal nuraghe Abbauddi, una a nord est, costituita da atrio e cella, e l'altra a sud ovest, incompleta ed erosa.
Nella località di Ispinioro, nel sito detto Roccas de Santa Lughia, sono presenti sei domus, quattro delle quali sono facilmente agibili. È un gruppo interessante sia per il numero che per l'articolazione delle singole domus, composte di ambienti plurimi. Le aperture d’ingresso, originariamente sigillate con lastre di pietra o sportelli in legno, introducono ad un anticamera in cui, probabilmente, venivano depositate offerte votive e si officiavano riti di culto. Alcune domus presentano fregi decorativi simulanti un tetto. L’ambiente naturale è molto suggestivo, caratterizzato da una gola profonda incassata tra rocce di arenaria su cui si aprono, oltre i furrighesos (domus de janas o case delle fate), altre cavità che fanno pensare a dimore dei tempi antichi