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Comune di Sedilo

Comune di SediloSedilo, centro di 2600 abitanti ad economia prevalentemente agro-pastorale ed artigianale, sorge sull’altopiano di Abbasanta a 288 metri di altitudine sul versante che si affaccia alla media valle del fiume Tirso, al limite della Barbagia e del Barigadu: una parte del suo territorio è occupata dal lago Omodeo, il più vasto bacino artificiale della Sardegna, realizzato negli anni ‘20 per produrre energia elettrica e controllare le rovinose piene del fiume.

Il territorio di Sedilo conserva preziose testimonianze della presenza dell’uomo sin da epoche antichissime, tanto da poter affermare che il suo patrimonio archeologico è uno dei più ricchi ed interessanti dell’intera Sardegna; oltre cento nuraghi, pozzi e villaggi nuragici, tombe dei giganti, domus de janas, dolmen, necropoli e resti romanici: sono solo alcuni degli straordinari monumenti archeologici che vi invitiamo a scoprire.

Il nome Sedilo potrebbe derivare dal vocabolo fenicio “Shedel” (luogo vasto) o dal latino “sedulus” (laborioso): numerose sono infatti le tracce fenicie e cartaginesi nella lingua parlata e nella toponomastica del territorio, dove sono state anche rinvenute armi e monete sardo-puniche; la posizione strategica del paese consentiva di controllare le incursioni delle popolazioni dell’interno verso il Campidano, tanto che Sedilo fu prima un avamposto militare romano e poi una roccaforte bizantina.

Nel periodo giudicale il paese divenne capoluogo della curatoria di Parte Guilcier nel giudicato di Arborea, passando poi, sotto la corona d'Aragona, nelle mani di potenti famiglie come i De Ligia, i Pardo, i Cubello, i Requesens, i Torresani, i Cervellon. Nel 1737 la contea di Sedilo fu acquistata dal canonico Francesco Solinas e divenne marchesato; nel 1786 passò al nipote Salvatore Delitala e poi ai suoi discendenti, fino all’abolizione del feudalesimo nel 1839 e alla successiva creazione del regno Sardo-Piemontese.

Le origini di Sedilo si perdono dunque nei secoli insieme alle sue tradizioni, agliusi, ai costumi, alle importanti e sentite feste religiose, la più famosa delle quali è l’Ardia di San Costantino, una sfrenata e spettacolare corsa a cavallo che ogni anno (tra il 5 e il 7 luglio) richiama presso il santuario di Santu Antine migliaia di persone da tutta l’isola.

 

Da vedere nel Comune di Sedilo

 

Santuario di S.Costantino del Comune di Sedilo


E’ fra i più popolari santuari dell’isola, posto su un suggestivo poggio in vista del lago Omodeo. Edificato nel 1789, è interessante soprattutto per l’urbanistica “popolaresca” del complesso: il recinto con i suoi grandi portali, i sedili, i lunghi porticati e l’area circolare riservata ai penitenti è tangente alla stradina dove il 6 luglio si svolge la spericolata “ardia”, la corsa dei cavalli in onore di S. Costantino.
Questo "santo" in realtà non è mai esistito: egli non è altro che l'imperatore romano Costantino il Grande, che riportando la celebre vittoria del Ponte Milvio (312 d.C.) impressiono notevolmente i sardi, i quali iniziarono così a venerarlo.
Attorno alla chiesa sono presenti alcuni resti che testimoniano l'esistenza di un tempio preistorico.

Villaggio nuragico Nurache del Comune di Sedilo


In località Serra Linta nel sito detto oggi "Nurache" sorgeva un piccolo villaggio di capanne, anteriori forse allo stesso nuraghe che si trova nelle vicinanze.
La parte più elevata dell’insediamento si trova su un modesto rilievo a sommità pianeggiante, al disopra del quale vi sono tracce di strutture murarie non ben precisabili nel loro sviluppo planimetrico.
Ad ovest e a sud-ovest del rilievo si intravedono tratti murari e presso di essi una grande quantità di manufatti in ossidiana: si individuano con chiarezza le planimetrie di 9 abitazioni e le piante di una capanna circolare e di una grande struttura semi-circolare, la cui estensione raggiunge circa i 330 m2.
Il villaggio, assai ristretto e circoscritto come quasi tutti gli abitati nuragici, rimase tale e quale per millenni, anche dopo l'arrivo dei romani che distrussero la fortezza. Nel sito è venuta alla luce di recente una sepoltura attribuibile al secolo VI-VII d.C.
Il sito è importantissimo soprattutto per l'individuazione di un modello costruttivo sinora non attestato nella realtà archeologica sarda ed unico in ambiente europeo.

Necropoli di Iscannitzu del Comune di Sedilo

Presso il confine settentrionale col territorio di Ottana la presenza di insediamenti umani fin dal neolitico è attestata nella località di Iscannitzu, dove sorge una piccola necropoli a domus de janas costituita da 6 ipogei.Le sepolture sono state scavate all’interno di un affioramento di tufo, su una collinetta che insieme ad altri piccoli rilievi delimita a nord una porzione di pianura alluvionale lambita dal Tirso. Gli ipogei sono in pessimo stato di conservazione sia per l’elevato grado di erosione delle pareti rocciose, sia per il crollo della copertura derivante da cause naturali e da mezzi meccanici. L’elemento più significativo è rappresentato da alcuni rilievi schematici, riproducenti una serie di protomi taurine di forma triangolare dipinte di rosso come le lesene, le pareti e il portello della tomba numero due, oggi a cielo aperto.

Resti romani del Comune di Sedilo

Nel territorio di Sedilo sono stati rinvenuti resti di epoca romana, come insediamenti abitati, necropoli, una strada romana il cui lastricato con restauro è ben conservato per 550 metri. Numerosi sono i cippi e le urne di età punico romana, molti dei quali asportati dai luoghi originari per essere utilizzati nelle abitazioni del paese.

 

Domus de janas di Lochele del Comune di Sedilo

Una notevole concentrazione di monumenti funerari di impianto neolitico si trova in corrispondenza della zona di Lochele: entro un ristretto spazio territoriale sono state individuate ben tre necropoli a domus de janas (Campizzolu, Littu, Lochele) costituite ciascuna da 6 o 7 ipogei, a breve distanza dalle quali in due casi (Campizzolu e Lochele) si trova un’altra sepoltura isolata. La tipologia prevalente è molto semplice, con pochi ambienti di piccole dimensioni ma ricchi di motivi archittetonici decorativi quali le lesene, le cornici, le pitture rosse e bianche, le capelle votive.

Necropoli di Monte Isei–Coronzu del Comune di Sedilo


A poca distanza dal Tirso sorge una piccola necropoli, anch’essa scavata in un affioramento di tufo nel medio versante dell’altopiano. Ad essa poteva ipoteticamente corrispondere un piccolo insediamento ubicato alla base del rilievo a ridosso della pianura. In località Talasai è situata una fortezza punica la cui tecnica edilizia e la ceramica punica consentono l’attribuzione al V sec. a.C.

Ipogeo di Berziere del Comune di Sedilo


A breve distanza dalla necropoli, in posizione quasi intermedia tra l’area di Ispiluncas e quella di Serra Linta, si trova un ipogeo monocellulare isolato realizzato entro un modesto affioramento di tufo.
Nel territorio di Sedilo esistono altre strutture funerarie isolate (Araiola) o associate a gruppi di due (Imirmichis), disposte sul versante dell’altopiano basaltico che fronteggia la valle solcata dal Canale Meddaris e quella attraversata dal Riu Banzos. Queste grotticelle artificiali sorgono alla distanza di circa 850 metri l’una dall’altra e potrebbero essere state realizzate da una piccola comunità, stanziata su uno dei rilievi collinari che si susseguono lungo il corso dei vari affluenti del Tirso.

Nuraghe Talasai del Comune di Sedilo


Nuraghe Iloi del Comune di Sedilo


Nuraghe Lighei del Comune di Sedilo


Sepolcri megalitici di Iloi e Lure del Comune di Sedilo


Presso il margine del pianoro, nelle zone di Iloi e Lure, si trovano due piccoli sepolcri megalitici definiti col termine “dolmen”, caratterizzati dalla tecnica trilitica: tre lastre infilate a coltello nel suolo ed una lastra a piattabanda di copertura.


Tombe dei giganti di Sa Tanca'e S'Ozzastru del Comune di Sedilo


Tomba dei giganti di Battos o Monte Majore del Comune di Sedilo


Sepoltura dolmenico-ortostatica in basalto del tipo diffuso nel Nuragico recente; originariamente presentava una colonnina in trachite rosea a tronco di cono.


Domus de janas di Iloi del Comune di Sedilo


Monumenti funerari del tipo a grotticella artificiale scavati nella roccia, sono costituiti da una o più celle comunicanti nelle quali venivano deposti i defunti, spesso insieme ad un corredo funerario. In tutto il territorio comunale sono state individuate ben 65 sepolture di questo tipo, isolate o raggruppate in necropoli di varia consistenza.