Comune di Tinnura
Il territorio di Tinnura, centro di 271 abitanti situato nella Planargia, fu popolato sin dall'epoca preistorica, come dimostrano i ritrovamenti di età nuragica, come il Nuraghe Trobia. Dal Medioevo all'età Aragonese si evidenziano, nei vari documenti, diverse trascrizioni del nome: Tinura, Tinnure, Timura, Tinuri, Tinnura. Le varianti, numerose sono dovute alla "lectio facilior" degli amanuensi, all'ignoranza dei "dictatores", alla difficoltà dell scrivani forestieri di interpretare i suoni della lingua sarda.E'al medioevo che risale la più antica attestazione del nome di Tinnura, nel XIV secolo d.C. Tinnura, nel periodo giudicale, fece parte di una delle 17 ville della curatoria della Planargia ( detta anche Frussia e in seguito Sereval) sotto il Giudicato di Torres o Logudoro. La Planargia di età giudicale fu controllata dal XII secolo d.C. dalla famiglia pisana dei Malaspina. In questo periodo la regione, fu interessata dall'arrivo di diversi ordini monastici, a cui vengono attribuite innovazioni tecniche riguardanti in particolare l'agricoltura.Nel 1410, la corona d'Aragona s'impossessò della Sardegna ponendo fine alla vicenda giudicale.In quest'epoca inizia il lungo decadimento della Sardegna e, la Planargia nn fu risparmiata, dal'300 al '500, dalle carestie, dalle contese tra piccoli e grandi potentati, al violentissimo fenomeno di spopolamento e alla sparizione di abitati minori e villaggi rurali. Durante la dominazione spagnola, Tinnura fece parte del Baronato della Planargia di Bosa (che fu una delle sette città reali). Di questi secoli restano notizie che parlano di drenaggio di frumento, episodiche sollevazioni e diffusi fenomeni di banditismo anche organizzato.
Da vedere nel Comune di Tinnura
Tomba dei Giganti "Su Crastu Covocadu"del Comune di Tinnura
Poco lontana dal nuraghe Tres Bias, - il fatto potrebbe indicare la pertinenza dei due monumenti alla stessa comunità nuragica,- si trova l'imponente tomba di giganti di Su Crastu Covocadu. La tomba di giganti, la più antica e conosciuta struttura tombale delle comunità nuragiche, ha una cospicua attestazione nel territorio della Planargia.Il nome "Su Crastu Covocadu" (la pietra coperta) è chiaramente riferito alla copertura del corridoio tombale. Essa appare tra le più lunghe presenti in Sardegna. Qualche indicazione cronologica possono darla i frammenti ceramici nuragici raccolti in superficie di fronte all'esedra, databili nella seconda metà del II millennio a.C. e riferibili a forme di ceramica domestica.
Nuraghe Tres Bias del Comune di Tinnura
Il nuraghe, databile alla media età del bronzo, è di tipo complesso. Il monumento è stato realizzato in diverse fasi successive, con riutilizzo delle strutture fino all'epoca storica. Il nuraghe è di tipo a tholos con una parte della torre in evidenza, seppure parzialmente distrutto. Intorno alla struttura principale, in parte ancora interrata, si può notare un altro muro costituente, probabilmente, l'antemurale. Come gran parte delle strutture dell'epoca, anche il nuraghe Tres Bias o Trobia, è situato in posizione strategica, dominando una grande posizione del territorio circostante.
Fonte "Funtana e Giosso"del Comune di Tinnura
In fondo a uno spazio rettangolare delimitato da due grandi pareti in muratura a secco, si apre una piccola fonte con ingresso architravato. La fonte, utilizzata sino a poche decine di anni fa per la raccolta dell'acqua e la macerazione dell'asfodelo, presenta al suo interno una cupoletta intonacata con foro centrale. In superficie sono stati rinvenuti molti frammenti di ceramica moderna. Altri possono risalire a età tardo-antica o medioevale (argilla rossiccia, micacea, superficie bruna con fitte linee orizzontali "a pettine strisciato"). Essendo la fonte molto vicina al territorio di Flussio, la si potrebbe identificare con quella segnalata dall'Angius nel secolo scorso ( Angius 1840, voce flussio:I flussiesi bevono da una fonte vicina, e quando, come accade nell'estate, cessa lo sgorgo, devono provvedersi dalla fonte del vicino paese Tinnùra").
