Il Comune di Curcuris
Il piccolo paese di 317 abitanti, situato ai piedi del Monte Arci a 165 metri di altitudine, ha un'economia che si basa essenzialmente sull'agricoltura e la pastorizia, praticate ancora oggi nel rispetto di un patrimonio di conoscenze che tende a valorizzare le antiche tradizioni.
Il centro storico arricchito da murales realizzati da artisti sardi, è caratterizzato da viuzze strette e tortuose sulle quali si affacciano splendidi portali, che immettono nelle tipiche abitazioni contadine in pietra, come l'antica casa Pinna-Spada: al suo interno si possono ammirare (su prenotazione) gli ambienti funzionali alle attività agricole e all'allevamento e all'inizio dell'estate si tiene la festa della tosatura, con un grande pranzo a base del rinomato maialetto sardo cotto allo spiedo.
Nel medioevo il paese apparteneva al giudicato di Arborea nella curatoria di Parte Usellus; in seguito, sotto il dominio aragonese, fu amministrato inizialmente dalla corona e poi divenne feudo dei Carroz, conti di Quirra. Nel 1603 sotto i Centelles divenne marchesato, poi una volta estintasi la dinastia passò sotto il controllo dei Catalan e, nel 1798, degli Osorio ai quali appartenne finché non divenne comune a se nel 1839.
Il paesaggio collinare attorno all'abitato è quello tipico della Marmilla, con la Giara che domina l'orizzonte e boschi di lecci, sughere e roverelle che si estendono nella zona appena a nord del paese, dando rifugio a numerose specie animali come cinghiali e martore e a diverse specie di uccelli.
Merita una visita la chiesa parrocchiale dedicata a San Sebastiano, risalente al XVI secolo, che conserva al suo interno una pregevole statua della Madonna del Rosario, attribuita alla scuola degli artisti spagnoli del '400.